27 dicembre 2015

ilcosmo.net - il mio primo articolo

Pubblico oggi quattro raccontini che rappresentano il mio esordio come scrittore. 

Era il 29 maggio 2009 ed in tale data uscì il primo numero della rivista. Ricordo ancora la prima pagina con la foto del radiotelescopio di Medicina, luogo che avevamo visitato il 25 febbraio quando la nostra prima figlia non aveva ancora compiuto 6 mesi.

Decisi di iniziare questa avventura con un esercizio non facile: condensare quattro storie storie in due pagine di un foglio A4, possibilmente anche includendo una foto. Le storie avrebbero raccontato fatti veramente accaduti; io avrei aggiunto le sensazioni che provai quando ne venni a conoscenza: meraviglia, stupore, ammirazione e senso di sgomento e ed irrilevanza davanti al grande spettacolo della natura.


La prima storia si intitola "La bandiera Americana sulla Luna"

Tutti noi abbiamo visto (o quantomeno abbiamo sentito parlare) del primo uomo sbarcato sulla Luna. Tutti noi conosciamo quanto gli americani ci tengano alla propria bandiera . Forse però solo in pochi conoscono le disavventure in cui incapparono i primi astronauti proprio con la loro beneamata stars and stripes. Data: 20 luglio 1969. L’uomo arriva sulla Luna. Uno dei primi compiti una volta scesi fu quello di aprirla e piantarla a terra. Gli astronauti non si erano allenati a farlo e ciò si rivelò un compito molto più difficile del previsto. 
Il suolo lunare era molto più duro di quanto avessero preventivato e questi poveri astronauti fecero una gran fatica ad infilare l’asta nel terreno anche di pochi cm!
L’asta orizzontale che aveva il compito di tenere la bandiera aperta (sulla Luna non c’è atmosfera per cui tale asta è necessaria) non si aprì del tutto. Data: 14 novembre 1969. L’equipaggio dell’ Apollo 12 (la seconda missione a scendere sulla Luna) aveva con sé un martello in modo da riuscire a piantare la bandiera meglio e più rapidamente. Fu inoltre cambiato il design del palo che doveva entrare nel terreno: adesso era più appuntito. In effetti la bandiera fu piantata senza problemi ma il perno dell’asta orizzontale era rotto. Nella foto di rito si vede il povero astronauta che deve sorreggere la bandiera americana.


Il secondo racconto si intitola "Questione di misure"

Marte è da sempre uno dei pianeti più affascinanti del nostro sistema solare; abbiamo da sempre pensato ci potesse essere la vita. Nel 19-mo secolo c’era ancora chi sosteneva che i canali scoperti da Schiapparelli fossero opera di esseri intelligenti, i marziani appunto. Verso la fine degli anni 90 del ventesimo secolo, ci fu un risvegliato interesse verso il pianeta rosso. Si pensava di poter trovare acqua su Marte e la tecnologia era matura per darci tali importantissime risposte. Furono organizzate molte missioni, tra cui il Mars Climate Orbiter che doveva monitorare la meteorologia del pianeta. L'11 dicembre 1998 la sonda parte da Cape Canaveral. Il 23 settembre 1999 viene ricevuto a terra il segnale che sono stati accesi i motori per il suo inserimento in orbita. E’ il momento più critico della intera missione. La sonda passa dietro al pianeta e quando riemerge deve avvisare che tutto è andato liscio e che dunque è correttamente in orbita intorno a Marte. Passa mezz’ora, ma nessun segnale arriva a terra. Dopo un giorno di ascolto, il centro di controllo dichiara che la sonda è definitivamente persa. 
- Denver, ricevete il segnale della sonda? 
- Ancora nulla purtroppo. 
- A che altezza la sonda è entrata nell’atmosfera? 
- 57 signore 
- 57 cosa? 
- Miglia, naturalmente. 
- Qui alla Nasa noi misuriamo tutto col sistema metrico decimale! Quelli sono Km! La sonda è troppo bassa e si è bruciata nell’atmosfera! 
La sonda fu persa perché la Lockheed Martin, costruttrice della sonda, aveva calcolato alcuni parametri con il sistema metrico britannico, mentre il resto del software di navigazione usava il sistema metrico decimale. Se esistessero, i Marziani la notte del 23 settembre 1999 avrebbero visto una stella cadente da 125 milioni di dollari attraversare il cielo stellato. Uno spettacolo indimenticabile… 


Il terzo racconto è "Serendipity"

Una fiaba persiana, intitolata “I tre principi di Serendip” narra le avventure dei figli di un grande re, Giaffer. Su Marte da gennaio 2004 è presente un robot, Spirit, con lo scopo di analizzare le rocce del pianeta e trovare prove che nel passato ci fosse acqua allo stato liquido, e dunque un ambiente adatto a microrganismi alieni. Passano gli anni, il rover analizza un sacco di rocce, ma di prove neanche l’ombra. I figli di Giaffer furono educati dai più grandi saggi del tempo; non avevano però alcuna esperienza. Giaffier li allontana dal regno affinchè apprendano “con l'esperienza quello che colla lettione de' libri e disciplina de' precettori s'erano di già fatti padroni”. Durante il loro cammino incontrano un uomo disperato per aver perso il suo cammello. I tre non hanno visto l’animale ma, per burlarsi dell’uomo e compiacersi della loro intelligenza, gli dicono che l’hanno visto da poco. Per convincerlo affermano che il cammello portava da un lato miele e dall'altro burro, e una donna gravida. L’uomo non trova il suo cammello ed accusa di furto i giovani, che finiscono in galera. Dopo 3 anni una delle ruote del rover si blocca e scava solchi nel suolo marziano. Uno degli ingegneri a terra nota qualcosa di insolito in una foto che per caso inquadra la traccia del rover zoppo: la ruota bloccata ha rotto la scura crosta rossastra mettendo in evidenza tracce di luminosa e brillante silice! Ciò significa un passato di fumarole e sorgenti di acqua calda, ovvero l’habitat perfetto per la formazione di vita batterica. Una grandissima scoperta! Il cammello viene ritrovato per caso ed i giovani sono scagionati e rilasciati. Come abbiano fatto ad immaginare tutti quei particolari di un cammello che non avevano mai visto lascia tutti di stucco e diventano i consiglieri del re. Serendipity è quella capacità dei grandi scienziati di approfittare della fortuna e del caso per fare gradi scoperte. Solo il caso ha voluto che il cammello fosse ritrovato e che la foto fosse scattata ma, senza l’intelligenza e l’intuizione, i figli di Giaffier non sarebbero diventati consiglieri del re, e non sarebbe stata scoperta una sorgente di acqua calda sul pianeta rosso. 


Il quarto ed ultimo racconto è "Come muoiono le stelle"

Spazio remoto, circa 7000 anni fa. Una stella di grandi dimensioni esaurisce il combustibile e muore in un ultimo gigantesco lampo di luce, espellendo nello spazio grandi quantità di gas a velocità prossime a quella della luce. 
Chaco Canyon, New Mexico, estate del 1054 d.C. Una stella sconosciuta viene dipinta a fianco della Luna da un pittore Anasazi.   

Parigi, 28 agosto 1758. Charles Messier, astronomo francese, 27 anni dopo John Bevis riscopre una nebulosa, denominata poi nebulosa del granchio. Da questo oggetto, Messier iniziò a redarre il primo catalogo di oggetti diversi dalle stelle. Tale catalogo è ancora molto usato dagli astrofili in quanto raccoglie oggetti molto brillanti e facili da osservare anche con telescopi amatoriali. Arecibo, 9 Novembre 1968: Viene scoperta una pulsar al centro della nebulosa del granchio. La pulsar è quello che resta di una stella dopo che ha terminato la sua vita. Si è così scoperto che gli Anazasi hanno rappresentato quello che hanno effettivamente visto nel cielo dell’estate 1054: un oggetto così luminoso da essere visto per quasi un mese anche di giorno e per due anni durante la notte. Questo oggetto era l’ultimo lampo di vita di una stella morta circa 7.000 anni fa. 

Solo negli ultimi anni, grazie al telescopio Hubble siamo riusciti a penetrare in profondità nella coltre di gas interstellare ed a rivedere i resti di una anziana stella. 

1 commento:

abiirquay ha detto...

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